Non poteva essere e non potevo crederci.
La notte del 3 settembre anziché il suono del solito silenzio sgangherato diffuso dagli altoparlanti rivolti sul cortile della caserma, avevano diffuso il silenzio fuori ordinanza di Nini ROSSO. Il brano musicale per eccellenza, quello che sanciva definitivamente il rientro nella società.
Allora era proprio vero: E’ FINITA.
Guardavo i miei compagni, coetanei che si abbracciavano, chi piangeva, chi cantava, chi ballava, chi in mutande e a torso nudo urlava sul davanzale della finestra: E’ FINITAAAAAAA!!!!!
Un urlo disumano, una liberazione.
Le spine terrorizzate, accasciate sulle brande con gli sguardi vacui, osservavano senza fiatare ciò che stava succedendo. Il 2° del ’54 si stava congedando. Stavano assistendo all’evento inebetiti e un po’ terrorizzati probabilmente per la nomea che questo evento portava con se. I nonni sfogavano tutto sulle spine. Quelli in mezzo non venivano toccati poiché i prossimi, sei mesi dopo sarebbero stati loro a urlare. Ma le spine no, non avevano diritti e non potevano accamparli. Dovevano subire. Questa era la regola.
In realtà non successe quasi nulla, salvo qualche letto sbrandato e qualche secchio d’acqua tirato qua e là.
Tutte le luci accese, due cameroni con i letti a castello con una sessantina di ragazzi di vent’anni o poco più, soli senza un adulto, lasciati liberi al più becero istinto animale.
L’ultima notte del 2° contingente militare classe 1954 al 1° Deposito Misto presso il Distretto Militare di Torino, in corso Unione Sovietica 100 si stava congedando.
Ero diventato uomo, venti anni sulle spalle. Stavo chiudendo la mia prima fase della vita, ne avrei aperta un’altra, meravigliosa, da uomo che va ad affrontare la vita. Era la notte del 3 Settembre 1975 e stavo aprendo una nuova pagina.
Il 30 Dicembre 2011, ne aprirò un’altra.
IN BOCCA AL LUPO AMICO MIO.

