di Valentina BELLINI *
Anche ad Ascoli è partita la
mobilitazione nazionale "188 donne
x la legge 188", Si tratta di un progetto lanciato da un comitato di
donne appartenenti ad associazioni, sindacati e partiti costituitosi in modo
spontaneo per sollecitare il ripristino della legge 188/07 che impediva la pratica della firma delle “dimissioni in bianco”. La 188 è una
legge semplicissima, a costo zero, che prevede che le dimissioni volontarie
possono essere date soltanto su moduli numerati, protocollati presso l'Ufficio
Provinciale del lavoro che, avendo una scadenza di 15 giorni, non possono
essere compilati prima del loro utilizzo. Uno dei primi atti del governo
Berlusconi al suo insediamento nel 2008 fu di cancellarla. Con l'arrivo del
governo Monti le speranze di veder reintrodurre questa legge si sono riaperte.
Così, dopo aver raccolto 188 adesioni, le promotrici dell’iniziativa hanno
inviato un appello al Ministro Fornero
sollecitando un incontro, avvenuto lo scorso 7 febbraio. La battaglia contro
“le dimissioni in bianco” continua attraverso la giornata di mobilitazione
nazionale con l’intento di mettere in atto iniziative volte a sensibilizzare la
cittadinanza su questo tema che riguarda soprattutto (ma non solo) le donne.
Dati ufficiali confermano l’abuso di potere compiuto spesso nei confronti di
giovani lavoratrici al momento
dell’assunzione. È allora che capita che venga loro richiesto di firmare una
lettera di dimissioni in bianco, cioè senza data; la data verrà messa
successivamente, quando quella ragazza sarà incinta. Il 23 Febbraio ad Ascoli
in contemporanea con moltissime città italiane delegazioni di donne appartenenti
alle varie associazioni presenteranno ufficialmente al Prefetto l'appello
rivolto al Ministro Fornero affinché
inizi di nuovo l'iter della legge: semplice, efficace, contro l'ingiusta
abitudine di considerare, tra l'altro, la maternità un "peso" e un
limite per la singola donna e non una diritto tra i fondamentali per la vita di
una donna, nonché un’opportunità di crescita della comunità stessa. Della
delegazione ascolana faranno parte le donne dei sindacati CGIL, CISL, UIL e le
rappresentanti del comitato provinciale Se
Non Ora Quando. Lo stesso movimento “Se non ora quando” di Ascoli Piceno
continuerà la mobilitazione sul tema attraverso banchetti informativi e di
sensibilizzazione per l'opinione pubblica.
* Vicepresidente Consiglio Comunale Ascoli Piceno e dirigente PD
